Frammenti di Maternità – La bellezza della vita che nasce
📅 11 agosto 2025, ore 18:00 – Inaugurazione
📍 Museo Diocesano di Ascoli Piceno
Un evento nell’ambito del Giubileo della Speranza
La mostra Frammenti di Maternità si inserisce nel progetto espositivo “Immagini di Maternità – La Bellezza della Vita che Nasce” (14 luglio – 30 novembre 2025), promosso dalla Conferenza Episcopale Marchigiana in collaborazione con la Regione Marche.
Un’iniziativa che coinvolge 13 musei diocesani delle Marche, ciascuno con opere iconiche dedicate alla Madonna, per creare un itinerario artistico e spirituale che attraversa tutta la regione: un vero e proprio Pellegrinaggio Giubilare alla ricerca della bellezza della vita che nasce.
Il Museo Diocesano di Ascoli Piceno propone una riflessione sul ruolo della maternità nel mondo contemporaneo, oggi spesso frammentato e relegato a spazi limitati dalle esigenze e dai ritmi frenetici della quotidianità.
Questa maternità “in frammenti” diventa metafora e occasione per riscoprirne la centralità esistenziale e la profondità spirituale.
L’esposizione presenta opere che, nel corso dei secoli, sono state smembrate o sezionate, perdendo la loro originaria unitarietà.
Nonostante ciò, questi frammenti continuano a trasmettere un messaggio universale e senza tempo, custodendo il valore assoluto del mistero divino della maternità.
Il tema è sviluppato attraverso tre capolavori del Museo Diocesano, realizzati tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, tra i più significativi del patrimonio artistico sacro ascolano.
Per prima l’opera che rappresenta il Museo per la sua bellezza e importanza culturale: la tempera su tavola di Carlo Crivelli (Venezia, 1430 ca. – 1494 ca.) raffigurante la Madonna in Trono col Bambino, databile fra il 1473 e il 1474. La tavola è quanto rimane di un polittico di cui forse costituiva il pannello centrale e proviene dalla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Poggio di Bretta. La tavola presenta la contemplazione orante della Vergine sul del Figlio secondo uno schema compositivo già ampiamente sperimentato nella cultura veneta e veneziana che sintetizza la prefigurazione della morte con la sofferta, ma consapevole accettazione della Madre nella certezza della Resurrezione finale. A ciò alludono i frutti della mela, come riscatto dal peccato originale, e delle pesche come simbolo trinitario di immortalità.
La seconda opera è ancora una tempera su tavola del grande Pietro Alemanno (Göttweig, 1430/1440 – Ascoli Piceno, 1498), la Madonna col Bambino in trono fra San Giuliano, San Sebastiano, databile all’ultimo decennio del sec. XV. Posto in origine sull’altare maggiore della Chiesa di San Giuliano alle falde del monte Pelasgo e fin da tempi antichi era stata privata delle tavole adiacenti probabilmente per l’umidità presente nella chiesa. Nonostante la perdita di gran parte della tavola, è possibile riconoscere i santi posti ai lati della Vergine i quali, contrariamente alle impostazioni solite dell’Alemanno, che prevedevano le figure dei santi laterali dipinte su singole tavole, sono posti in uno spazio unitario con la Madonna in trono secondo la tendenza più aggiornata delle “Sacre Conversazioni”. La Madonna in trono rimanda alla simbologia della Vergine come Ianua coeli, principio di ogni cosa, e i frutti della mela e delle pesche, di ascendenza crivellesca, sottolineano il valore della Redenzione dal peccato originale e dell’Immortatlità.
L’ultima opera non è una pittura, ma una terracotta modellata e dipinta da Saturnino Gatti (San Vittorino, L’Aquila 1463 – L’Aquila, 1518), che raffigura la Pieta’, realizzata nel 1518. Il gruppo plastico, a lungo dimenticato in un ripostiglio, è stato riportato in luce nel giugno 2006 in nove parti maggiori e numerosi frammenti in uno stato di conservazione fortemente deteriorato, con notevoli lacune anatomiche e consistenti ridipinture e rifacimenti nella cromia come incongrui risarcimenti in gesso della parte plastica. Lo stato frammentario dell’opera, ricomposta dopo un attento restauro, accentua la drammaticità della morte del Figlio e ci consegna un sentitento universale del dolore materno riscattato alla luce della Redenzione operata dalla Passione di Cristo.
Informazioni utili
📍 Sede: Museo Diocesano di Ascoli Piceno
📅 Periodo di apertura: dal 11 agosto 2025 al 30 novembre 2025
🕒 Orari di visita:
-
Martedì – Domenica: 10:30 – 12:30 e 15:30 – 18:30
📞 Telefono: 0736 252883
✉️ Email: info@museodiocesanoascoli.it - Visita la pagina della mostra