Aperto il nuovo Museo diocesano

Presto il nuovo sito web sarà online

Il nuovo Museo si sviluppa lungo un percorso che comprende 14 sale che si estendono su una superficie di circa 800 metri quadrati ed è organizzata in due sezioni:

La Sezione Antica che va dall’VIII al XVI secolo e la Sezione Storica con dalla pittura devozionale post-tridentina fino al XXI secolo.

Le due sezioni sono intervallate da quello che possiamo definire come il documento pittorico fra i più interessanti delle Marche, il ciclo di affreschi con le Storie di Mosè realizzato nel 1547 da Marcello Fogolino.

Nuovo allestimento museale

Il nuovo allestimento museale ha tenuto in massima considerazione i grandi capolavori raccolti nell’ex Museo Diocesano che era stato istituito dal vescovo Marcello Morgante nel 1961 e occupava 5 stanze del Palazzo, integrandolo nell’attuale maggiore estensione con opere provenienti dal deposito e dalle sale superiori dei Palazzi Vescovili selezionate in base alla loro coerenza con il progetto proposto e in base alla rilevanza artistica e tematica, ma ha teso a valorizzare anche opere provenienti da due importanti Collezioni private dei Vescovi Pietro Paolo Leonardi (1755-1792) e Ambrogio Squintani (1937-1957), prima conservate in deposito e provvisoriamente da alcune chiese della Diocesi distrutte dal sisma del 2016.

Una Collezione di grande rilievo

L’importanza di questa collezione, che oggi può essere annoverata tra i più significativi Musei Diocesani d’Italia, è rappresentata non solo dalla qualità e rilevanza delle opere in essa conservate realizzate da artisti come Nicola di Ulisse da Siena, Carlo Crivelli, Pietro Alemanno, Cola dell’Amatrice, Andrea de Magistris, Carlo Allegretti, Giovan Battista Gaulli detto il Baciccio, Andrea Pozzo, Domenico e Giovanni Peruzzini, Gian Angelo Canini, Francesco Albani, Ludovico Trasi, ma anche dal rarissimo corpus di tessili antichi scoperti e restaurati negli ultimi anni che coprono un arco temporale che va dal secolo VIII fino al XVIII.

Alcune rarità e preziosità

Tra questi, particolarmente preziosi sono quelli provenienti dalle sepolture di Sant’Emidio, di San Marcellino e dal Reliquiario di San Benedetto Levita, oltre al Paliotto ricamato del XV secolo su probabile disegno della scuola di Carlo Crivelli, fino alla rarità e preziosità di alcuni manufatti di oreficeria sacra come le croci astili dei secoli XIV e XV, la statua d’argento di Sant’Emidio realizzata da Pietro Vannini, il Busto-Reliquiario di San Benedetto, la statua d’argento della Madonna di Loreto realizzata nel 1618 dal fiorentino Curzio Compagni, l’ostensorio di Lazzaro Giosafatti, il Pastorale d’argento del Cardinal Gerolamo Berneri senza sottacere le sculture medievali e rinascimentali come la Pietà di Saturnino Gatti da poco rinvenuta e restaurata, la Croce della Trinità di Andrea di Francesco Guardi da Firenze o il lampadario in legno dorato realizzato su disegno di Giorgio Vasari per la Cattedrale di Ascoli.

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ORARIO DI APERTURA

Aperto sabato, domenica e festivi:

  • dalle ore 10.30 alle 12.30

INFORMAZIONI

Dal lunedì al venerdì (9.30-12.30)

Ufficio Arte Sacra e Beni Cultural
c/o Diocesi di Ascoli Piceno

Tel. 0736.282883
e-mail: info@museodiocesanoascoli.it

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