Pittura 2017-05-29T17:31:08+00:00

Pittura

Le tavole di Carlo Crivelli e della sua scuola offrono testimonianza dell’assoluto protagonismo artistico del grande maestro veneziano nel Quattrocento ascolano, che apre l’arte marchigiana alle novità rinascimentali, esprimendo le istanze devozionali e autocelebrative della ricca nobiltà picena. La scuola crivellesca è rappresentata prevalentemente da opere dell’allievo e collaboratore Pietro Alemanno.

Di grande pregio e significato sono anche i numerosi dipinti di Cola dell’Amatrice, attivo a cavallo tra Quattro e Cinquecento, del quale si offre una raccolta rappresentativa di tutto l’iter pittorico.  Prendendo le mosse da uno stile ossequioso del gusto locale, ancora legato allo schema del polittico, esprime le nuove istanze rinascimentali nel recupero della Classicità e nello studio dei maestri romani contemporanei, soprattutto Raffaello, pervenendo infine a suggestioni manieriste assolutamente originali.

Il Cinquecento più maturo è ben rappresentato dai De Magistris, Giovanni Andrea e Simone, il quale soprattutto rivestì un ruolo di rilievo nella diffusione in tutte le Marche dello stile propriamente manierista.

Con il Seicento si apre il passaggio verso le forme barocche fino al sicuro imporsi della nuova poetica. I primi passi sono mossi dal pittore Carlo Allegretti. Non manca la testimonianza dell’importante attività artistica del pittore ascolano Ludovico Trasi, le cui opere mostrano un’impostazione ormai chiaramente barocca. Di grande valore sono le tele di Giovan Battista Gaulli detto Baciccio (Morte di San Francesco Saverio), altissimo esempio della poetica della luce, attraverso la quale il pittore ha saputo trasmettere con grande intensità il senso del miracolo e dell’epifania del divino, e di padre Andrea Pozzo (Martirio di San Venanzio), indiscussi maestri del barocco romano.